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Sisca
La SISCA è una società affiliata all'
ANMVI - Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani

SISCA Pet therapy
Società Italiana Scienze Comportamentali Applicate

Obiettivi della società Statuto Componenti del consiglio Medici Veterinari Comportamentalisti in Italia Medici Veterinari (Area riservata)


Membro nazionale italiano IAHAIO Membro nazionale italiano IAHAIO
International Association of Human-Animal Interaction Organization

SiscaSISCA
Presentazione

La Società Italiana di Scienze Comportamentali Applicate (S.I.S.C.A.) è un'associazione senza fine di lucro che si propone di promuovere la ricerca, l' informazione specialistica, la formazione e la divulgazione nell' ambito delle scienze comportamentali applicate agli animali domestici con particolare riferimento agli animali da compagnia. Come punti d'interesse particolari ha individuato due settori principali di intervento: la medicina comportamentale negli animali d' affezione e l'uso terapeutico degli animali a beneficio della salute umana (pet therapy).
Questi campi di studio hanno anche stimolato un complesso d'interessi nell' approfondire le tematiche riguardanti in generale il rapporto uomo-animale nel senso più lato del termine che vanno dalla zooantropologia alla bioetica animale.
L'attenzione verso queste nuove aree d'interesse della ricerca medico veterinaria ha contribuito a sviluppare nuovi compiti e nuove opportunità occupazionali nel campo del benessere animale, del corretto rapporto uomo-animale in ambito della famiglia e della collettività, nella pedagogia e nella didattica zooantropologica.
L' impegno profuso ha fatto sì che la S.I.S.C.A. sia diventata uno dei referenti d'elezione in Italia nella realizzazione di corsi specialistici e sia ormai valutata come consulente per tutte la problematiche inerenti alle sue sfere d'interesse.
Ulteriore motivo d' orgoglio è che nel 2002 la S.I.S.C.A. è stata accreditata del ruolo di membro nazionale italiano nell' ambito della IAHAIO (International Association of Human - Animal Interaction Organization).
Motivo costituente e, scopo principale della società, è far crescere il ruolo professionale del Medico Veterinario per portarlo ad essere la preminente figura di riferimento rispetto all' opinione pubblica per quanto riguarda il benessere animale e il corretto rapporto tra questi e l' uomo.
La S.I.S.C.A. è stata costituita a Cremona il 15 febbraio 1996 come società specialistica collegata alla S.C.I.V.A.C.

Scrivi alla SISCA sisca@scivac.it

NEWS

csen

Il progetto Cane Buon cittadino a Quattro Zampe è un'iniziativa dello CSEN settore cinofilia in collaborazione con SISCA ed e' volto alla formazione di coppie cane-proprietario che si inseriscano al meglio nel tessuto sociale cittadino, con lo scopo di migliorare la relazione uomo-cane per mezzo del metodo cognitivo-zooantropologico e di responsabilizzare il proprietario in relazione ai doveri civici.
http://www.csen-cinofilia.it/


SISCA

29 e 30 gennaio 2010
CANINCITTA'
Messina, Teatro Vittorio Emanule

Il comune di Messina e l’Azienda Sanitaria Provinciale, con il patrocinio della Facoltà di Medicina Veterinaria di Messina, dell’Ordine dei Medici Veterinari e del Gruppo SISCA Sicilia e Calabria, organizzano l’evento divulgativo denominato “Canincittà”, nell’ottica delle attività di informazione e sensibilizzazione sul tema, sempre attuale, del possesso responsabile del cane per la prevenzione del randagismo e delle aggressioni di cani. È prevista la partecipazione dell’On. Francesca Martini, Sottosegretario del Ministero alla Salute, dei rappresentanti istituzionali della medicina veterinaria pubblica, della Sanità e dell’Accademia, dei liberi professionisti e delle associazioni animaliste. Alla manifestazione parteciperà anche una rappresentanza di studenti della scuola media statale G. Mazzini.
La manifestazione avrà luogo presso il Teatro Vittorio Emanuele e si articolerà in tre momenti: Convegno di apertura, il 29 gennaio dalle 9,30 alle 12, con gli interventi programmati del dott. Massimo Di Martino, coordinatore del Gruppo SISCA Sicilia e Calabria, il Prof. Pietro Paolo Niutta, Presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari di Messina, il Dott. Raimondo Gissara, Presidente della Federazione degli Ordini Veterinari della Sicilia, il Prof. Vincenzo Chiofalo, Preside della Facoltà di Medicina Veterinaria di Messina, il dott. Salvatore Giuffrida, Direttore Generale dell’ASP 5 di Messina, l’Assessore alla Sanità e Ambiente del Comune di Messina, dott.a Elvira Amata, l’On. Giovanni Ardizzone, Vice Sindaco di Messina, l’On. Giuseppe Buzzanca, Sindaco di Messina. Seguirà una relazione del dott. Gaspare Petrantoni, medico veterinario comportamentalista e componente del Gruppo SISCA Sicilia e Calabria, dal titolo “Promuovere la corretta convivenza tra uomo e cane per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente” (art. 1 L. 281/91).
Il pomeriggio alle 15 seguiranno i lavori, moderati dal Prof. Chiofalo, con le relazioni del dott. Petrantoni “Arrivo a casa del cucciolo: cose da fare e cose da non fare” e del dott. Giuseppe Donia, responsabile del Servizio Veterinario ASP Messina, “Realtà del fenomeno randagismo nella provincia di Messina”, cui seguirà un dibattito.
I lavori proseguiranno il 30 gennaio dalle 9,30 alle 12 e saranno moderati dal dott. Antonino Pagano, componente del C. D. dell’Ordine dei Medici Veterinari. Sono previste le relazioni del dott. Petrantoni “Imparare a comunicare col cane per capirlo e per capirsi” e della Sig.a Caterina Arcovito, Presidente dell’Associazione “Amici del Cane ONLUS” “Prevenzione randagismo: canili sanitari e controllo sanitario”. A conclusione dei due giorni di lavori interverranno autorità locali e nazionali.
“Canincittà” costituisce un evento divulgativo che si propone di fare cultura nell’ambito di un rinnovato rapporto uomo-animale, che riconosce il significato ed il valore dell’importanza di una corretta relazione tra cane e proprietario per prevenire il randagismo, le aggressioni di cani e per evitare sofferenze agli animali.

 

4 novembre 2009
Mercoledì 4 novembre 2009, dalle 8,30 alle 13,00, presso l'Università degli studi di Milano, Palazzo Greppi, via S. Antonio 10 (Sala Napoleonica) si terrà l'incontro-dibattito dal titolo "L'uomo tra gli altri animali: scienza, coscienza e morale a confronto". Inververranno:
il prof. Enrico Alleva (Presidente della Società Italiana di Etologia; Direttore del Reparto di Neuroscienze Comportamentali, Dipartimento di Biologia Cellulare e Neuroscienze, Istituto Superiore di Sanità, Roma)
il prof. Roberto Edoardo Villa (Prof. Associato di Farmacologia e Tossicologia Veterinaria, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Veterinarie per la Sicurezza Alimentare, Facoltà di Medicina Veterinaria, Università degli Studi di Milano; componente della Commissione Consultiva del Farmaco Veterinario - CCFV - Ministero della Salute)
il prof. Gianfranco Mormino (Prof. associato di Storia della Filosofia Morale, Dipartimento di Filosofia, Università degli Studi di Milano)
il dott. Simone Macrì (Psicologo, Ricercatore, Reparto di Neuroscienze Comportamentali, Dipartimento di Biologia Cellulare e Neuroscienze, Istituto Superiore di Sanità, Roma).
Si parlerà di temi critici come il benessere animale, il liberazionismo, la sperimentazione animale, la ricerca scientifica, la sanita' pubblica, i diritti e doveri dell'uomo, il ruolo delle diverse categorie professionali coinvolte e delle istituzioni.

8 ottobre 2009
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Il 9-10 maggio 2009 si e' svolto a Bologna, nel corso dello Zoomark, un seminario sulla relazione uomo-animale dal titolo "Relazioniamoci! - come ti relazioni con il pet?". Nel corso di due giornate le relatrici (dott. Sabrina Giussani, dott. Isabella Merola e dott. Marzia Possenti) hanno parlato di come rendere migliore, più ricca, interessante e divertente la relazione con il proiprio animale da compagnia, in particolare cane, gatto, coniglio e furetto. La SISCA mette a disposizione le diapositive delle relazioni, che contengono informazioni indispensabili per costruire una relazione equilibrata con i nostri beniamini.


SISCA
09 giugno 2009
Protocollo d’intesa contro
il randagismo tra Comuni e Provincia
CATANIA - Chi abbandona i cani è avvisato. Parte dalla Provincia di Catania, che coordina il progetto, un segnale forte per arginare il fenomeno del randagismo con la sinergia dei Comuni, dell’Azienda Sanitaria Locale di Catania, della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Messina, dell’Ordine dei Medici Veterinari, delle Associazioni Protezionistiche e Animaliste, della Società Italiana di Scienze Comportamentali Applicate, del Consorzio Zooservice di Adrano e del Fenascop. A sancire gli accordi intrapresi nei mesi scorsi, un protocollo d’intesa firmato dal presidente della Provincia, on. Giuseppe Castiglione, e dai sindaci o loro delegati dei 58 Comuni del territorio. “Un’efficace azione di contrasto al randagismo – ha detto il presidente dell’Amministrazione provinciale, Castiglione – non può che essere condotta in ambito sovra comunale, e il largo consenso e la massiccia presenza dei primi cittadini dei 58 Comuni ci fa pensare che abbiamo centrato l’obiettivo. Il progetto pilota nato dall’esigenza di tutelare la convivenza tra uomo e animali d’affezione, sancisce i principi comuni da adottare con risorse economiche e l’intervento di tutti gli Enti coinvolti nell’operazione ”. La Provincia regionale di Catania, tramite il dirigente Giovanni Ferrera, provvederà al raccordo e coordinamento delle attività e delle finalità previste dalla legge regionale; risanamento dei rifugi per il ricovero, ove esistenti, costruzione dei rifugi sanitari pubblici e loro gestione; raccordo e coordinamento delle attività ed iniziative di formazione, di educazione al rispetto degli animali e alla salvaguardia del territorio; stipula di assicurazione per eventuali danni causati a terzi dai cani vaganti sprovvisti di proprietario. Provvederà, inoltre, solo dopo l’atto di delega da parte dei singoli Comuni e non prima del 1° luglio 2009, a: gestire canili sanitari ed i parchi canili direttamente o tramite convenzione; attuare piani di controllo delle nascite incruenti attraverso la sterilizzazione; provvedere direttamente o in convenzione, alla cattura dei cani vaganti ed al prelievo dei cani incidentati; incaricare della custodia dei cani catturati, per i quali il Servizio Veterinario della Azienda USL ha valutato la non possibilità di reimmissione sul territorio, le Associazioni protezionistiche o animaliste iscritte all’Albo Regionale che gestiscono strutture riconosciute idonee dalla Azienda Asl; garantire il servizio di pronto soccorso di cani traumatizzati direttamente o in convenzione; mantenere gli animali confiscati, di seguito a provvedimenti amministrativi, nei rifugi sanitari e nei rifugi per il ricovero pubblici o in convenzione o affidarli alle Associazioni protezionistiche o animaliste iscritte all’Albo regionale per il loro recupero comportamentale. Ai Comuni l’obbligo di vigilare e controllare sugli adempimenti previsti dalla Legge regionale 3 luglio 2000, n. 15, nonché dalle specifiche norme di tutela del benessere degli animali, con personale adeguatamente formato e motivato; individuare e delimitare aree urbane da destinare all’attività motoria dei cani d’affezione, provvedendo a periodici interventi di bonifica e di disinfestazione previa consulenza del Servizio veterinario della Asl; emettere l’ordinanza sindacale dell’obbligo di iscrizione all’anagrafe dei cani di proprietà presso il servizio Veterinario dell’Asl. Il protocollo prevede, ancora, che i Comuni diano delega per non meno di tre anni, alla Provincia regionale di Catania; impegnino sul proprio Bilancio di Previsione 2009 la somma corrispondente al numero della popolazione residente, nell’ultimo censimento, moltiplicato per un euro, da trasferire alla Provincia regionale di Catania per la gestione delle attività delegate nei dodici mesi successivi alla firma della convenzione. http://www.notiziarioitaliano.it/?articolo=11092

31 marzo 2009
Protocollo di intesa SISCA-Lega Nazionale per la Difesa del Cane
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Gruppo S.I.S.C.A. Sicilia e Calabria
Società di Scienze Comportamentali Applicate – Società federata A.N.M.V.I.
Palermo, 24 Marzo 2009
Per il Gruppo S.I.S.C.A. Sicilia e Calabria

I FATTI
Nell’agosto del 2008, a Scicli, si verificano ripetute aggressioni ad alcune persone in circostanze diverse, le indagini dei vigili urbani conducono al sig. Virgilio Giglio, quale proprietario dei cani a cui sono stati attribuiti le aggressioni (a tal proposito si mette in evidenza che il Servizio Veterinario aveva programmato per il 16 marzo u.s. di identificare e registrare all’anagrafe canina i cani del Giglio). Il Giglio viene denunciato per omessa custodia di animali e per concorso in lesioni colpose, mentre gli animali vengono messi sotto sequestro ed affidati al Giglio stesso. Tale circostanza tuttavia viene smentita dal legale di Giglio, avv. Francesco Ricotti, che in un’intervista del 20 marzo u.s., rilasciata al giornale “La Sicilia” dichiara: “Non ci sono atti in nostro possesso che attestino l’affidamento dei cani risalente allo scorso 9 settembre. Nessuno si è preoccupato di firmare la necessaria ordinanza, il mio assistito ha custodito autonomamente e a sue spese i cani”. Per contro il sindaco di Scicli sostiene, a sua volta, in un’intervista rilasciata il 18 marzo u.s., sempre al giornale “La Stampa”, che “il problema non era di competenza del comune perché quei cani non erano randagi ma di proprietà di Giglio a cui gli animali erano stati affidati dopo un provvedimento specifico di sequestro delle bestie”. A sua volta il procuratore di Modica, Domenico Platania, risponde (La Stampa del 18 marzo u.s.) che “l’amministrazione doveva intervenire, perché non c’è stato alcun sequestro: l’omessa custodia dei cani è un reato depenalizzato, è punito con una sanzione amministrativa”. Oggi, dopo l’aggressione mortale al bimbo di 10 anni, il Giglio è accusato di concorso in omicidio colposo.
A seguito dei fatti del 2008 i medici veterinari del servizio veterinario del distretto di Modica, assieme ai vigili urbani si sono recati, al fine di verificare le condizioni di salute dei cani e igieniche del sito, presso l’abitazione del Giglio, il quale ha negato loro il permesso di entrare. Essendo i cani sotto sequestro (?), nel rispetto della legge, i funzionari hanno effettuato le osservazioni dall’esterno, valutando positivamente lo stato di salute e di nutrizione dei cani.
Gli episodi di morsicatura avvenuti in quel periodo e denunciati, non sono stati segnalati al Servizio veterinario. Dopo questi fatti e nonostante le continue lamentele da parte dei residenti non succede altro fino agli ultimi tragici fatti di Scicli del 15 marzo u.s.

IL PROBLEMA CULTURALE
Il concetto di un rapporto uomo-animale inserito nella famiglia ed integrato nella società è un’evidenza degli ultimi vent’anni, ma solo da pochi mesi è diventata un’idea politica (Ordinanza Martini) che interpella, chiama in causa e responsabilizza, in modo sempre più incisivo e stringente, pubblici poteri e le istituzioni. Ma da un lato si assiste ad una crescente e diffusa sensibilità verso il maltrattamento degli animali, dall’altro lato non fanno riscontro pratiche politiche, decisioni amministrative ed economiche adeguate ai cambiamenti culturali, nell’ambito dell’integrazione del cane convivente nelle famiglie, all’interno della Società. L’esito di queste inadeguatezze è sotto gli occhi di tutti, con lo scempio di Scicli, nella forma più drammatica, che richiama l’attenzione quando assume il carattere di emergenza, ma che resta del tutto trascurato quando rientra nell’ordinaria amministrazione.
La mancanza di una cultura zooantropologica e di una riconoscibilità delle competenze del medico veterinario nell’ambito della medicina comportamentale, ha fatto sì che le questioni relative al randagismo ed ai cani morsicatori venissero sottovalutate dalle amministrazioni e dalle autorità competenti, complici le difficoltà economico-finanziarie delle amministrazioni, che hanno orientato le risorse a disposizione alla sterilizzazione ed al mantenimento dei cani nei canili a vita, affrontando quindi l’ultimo anello della filiera, che porta col tempo a costi crescenti e insostenibili.
Bisogna sottolineare la non uniforme visione delle questioni in discussione, da parte dei medici veterinari pubblici e privati, da un parte ci sono coloro che considerano il cane randagio un problema di tipo amministrativo, come un prodotto di discarica, esattamente come si fa per i rifiuti, che bisogna prelevarlo e destinarlo ad un “sito” in maniera che non dia più fastidio, con i relativi adempimenti amministrativi e costi a carico dei cittadini, dall’altra parte quelli che, in una prospettiva zooantropologica, propongono la valutazione globale del problema randagismo e dei cani morsicatori, come esito di una generale disinformazione e banalizzazione del rapporto cane-uomo, che porta ad un’acquisizione non ponderata del cane, ad errori gestionali, a derive relazionali che si traducono in termini di problemi comportamentali, di sofferenza animale, di sicurezza e di sanità pubblica.
L’approccio zooantropologico, che comprende la prevenzione comportamentale, al rapporto uomo-animale sia nella dimensione privata, sia in quella pubblica, ha il grande vantaggio, ove non si volesse dare importanza alla componente beneficiale di tale rapporto, quando valorizzato, è quello di agire sui primi anelli della filiera relazionale, consentendo quindi di effettuare attività di prevenzione, che costa meno, dura molto, evita la sofferenza animale e non mette in pericolo la vita di alcuno.
In occasione della tragedia di Scicli, le istituzioni e le amministrazioni, come i servizi veterinari hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di destinare risorse economiche adeguate per risolvere il problema randagismo e debellare una volta per tutte il pericolo delle aggressioni dei cani randagi.
In effetti fino ad oggi sono stati spesi svariati milioni di euro, di soldi pubblici, destinandoli alla sterilizzazione ed alla costruzione di canili. Chi ancora queste risorse non le ha avute le reclama ad alta voce, ma sempre per destinarli alla sterilizzazione ed alla costruzione di canili.
Ma, se non si capisce che prima di essere un problema di risorse è un problema culturale, si continueranno a spendere soldi pubblici, in modo sbagliato e, in tempi di “vacche magre” come quelli che stiamo passando, è un lusso che nessuno si può permettere. La progettualità delle risorse economiche deve riguardare come vengono spesi questi soldi.
Le competenze zooantropologiche del medico veterinario sono quindi indispensabili ad analizzare professionalmente quegli ambiti di problematicità del rapporto uomo-animale, che portano i comuni a dovere spendere soldi all’infinito per tenere i cani rinchiusi nei canili a vita, senza nessuna ipotesi di vantaggio futuro né per l’amministrazione, né per gli animali destinati a soffrire a vita in uno stato di clausura carceraria.
Qui sta il problema culturale: il cane è percepito sostanzialmente come una seccatura, imposta alle amministrazioni da persone ritenute fanatici degli animali, e le amministrazioni e le istituzioni, nella maggior parte dei casi, amministrano il “problema dei cani” come merce scaduta (non più gradita ai proprietari che li hanno abbandonati), che va disattivata (sterilizzata) e quindi stipata nei magazzini (canili). Fino a quando le amministrazioni non si renderanno conto che, come per tutte le altre questioni sociali, anche per la gestione del rapporto responsabile tra cane e proprietario esistono specifiche professionalità, si continueranno a chiedere e a spendere soldi, maltrattando i cani, mettendo a rischio la vita e la sicurezza dei cittadini e sperperando il denaro dei contribuenti.
Il Coordinatore
Dr. Massimo Di Martino

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