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"La pericolosità del cane aggressivo: una formula per la valutazione
del rischio."
Obiettivi
Il più comune problema comportamentale incontrato nella pratica veterinaria
è l’aggressività del cane. La domanda che
spesso viene posta più o meno espressamente nell’ambito della visita
clinica è: “Ma questo cane è pericoloso?”. L’autore
evi-denzia
inoltre che la maggior parte degli incidenti avviene in ambito domestico ed è
coinvolto il cane della famiglia.
Il Dr. Joel Dehasse , Medico Veterinario Comportamentalista, propone una formula
semplificata per la valutazione della pericolosità del cane dopo la comparsa
di un comportamento di aggressione. Non si tratta di un test predittivo, in grado
cioè di valutare la pericolosità di un cane che non ha mai morso
ma di una griglia di valutazione che permette un’analisi rapida della pericolosità
globale di un paziente che ha messo in atto un comportamento di aggressione. Questa
prima valutazione potrà in seguito essere completata effettuando una visita
presso un Medico Veterinario Comportamentalista.
METODO
I criteri che sono stati presi in considerazione dal D r.
Dehasse sono:
1. Il peso e la massa del cane
2. Le categorie delle persone a rischio
3. Il tipo di aggressione
4. La prevedibilità dell’aggressione
5. Il controllo e l’intensità del morso
6. Il tipo di morso
1. Il peso e la massa
L’Autore considera la massa corporea del cane e la po-tenza muscolare in
relazione alla velocità legata al movi-mento dell’animale. Ad esempio
a 20 km/h, il peso del cane
deve essere moltiplicato per 5,5 mentre a 40 km/h per
11. Secondo l’esperienza clinica del Dr. Dehasse, una per-sona
può controllare un cane se la massa di quest’ultimo è
al massimo un quarto o un quinto rispetto a quella del
proprietario (Fig. 1).
1. Il peso e la massa
L’Autore considera la massa corporea del cane e la p-tenza muscolare
in relazione alla velocità legata al movi-mento dell’animale. Ad
esempio a 20 km/h, il peso del cane deve essere moltiplicato per 5,5 mentre a
40 km/h per 11. Secondo l’esperienza clinica del Dr. Dehasse, una persona
può controllare un cane se la massa di quest’ultimo è al massimo
un quarto o un quinto rispetto a quella del proprietario (Fig. 1).
Inoltre è opportuno ricordare che il cane può predare anche animali
di grossa taglia: un cane di 20 kg è in grado di uccidere una preda di
80-100 kg. Il criterio seguito per arrivare a calcolare l’indice di pericolosità
è il seguente: 4 x peso del cane / peso della vittima.
2. Le categorie delle persone a rischio
Lo status sociale “dominante” di una persona permette un maggior
controllo del cane. Coloro che non hanno a-torità sul cane o sono timorose,
le persone anziane o affette da un handicap motorio, i bambini di meno di 5 anni
di età e la maggioranza delle donne in presenza di un cane maschio devono
essere considerate come appartenenti a categorie a rischio.
Le categorie a rischio possono essere classificate da 1 a 5 nel seguente ordine:
· uomini adulti;
· donne adulte, persone con un handicap minore, persone timorose;
· bambini di più di 6 anni, persone anziane, persone con un handicap
medio;
· bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni, persone con un handicap
serio;
· bambini di meno di 3 anni, persone con handicap maggiore.
Quando si parla di handicap ci si riferisce ad una invaldità fisica
o mentale. Questa può anche essere una malattia debilitante (come ad esempio
la Sindrome da fatica cronica, la Malattia de pressiva e così via).
3. Il tipo di aggressione
Dovendo semplificare il più possibile l’analisi del co-portamento
di aggressione, questo viene classificato in sole due categorie in funzione dei
movimenti del cane e della persona che è stata morsa:
· aggressione difensiva/reattiva: il cane ha reagito quando la persona
è andata verso di lui;
· aggressione offensiva: il cane è andato verso la persona per attaccarla.
L’aggressione difensiva è di più facile gestione in quantoè
sufficiente non andare più verso il cane.
Nel caso di un’aggressione offensiva il rischio è notevolmente più
alto.
4. La prevedibilità dell’aggressione
Qualunque sia il fattore scatenante il comportamento di aggressione, è
importante determinare se la persona a rischioè capace di prevedere l’attacco.
Qualora sia poco prevedibile, il Medico Veterinario deve poter determinare se
l’aggressione è stata realmente imprevedibile o se è possibile
insegnare alla persona a prevedere l’aggressione.
I criteri sono:
· aggressione prevedibile: il cane effettua una fase
di minaccia identificabile e comprensibile (ringhia, abbaia, adotta una postura
“rigida” e così via) che precede la fase consumatoria (il morso).
La fase di minaccia può permettere alla persona a rischio di evitare l’aggressione;
(Fig. 2)
· aggressione poco prevedibile: la fase di minaccia è
poco identificabile oppure è simultanea alla fase consumatoria;
· aggressione imprevedibile: la fase consumatoria è
immediata, senza alcun preavviso.
L’Autore considera una persona a rischio quella che più facilmente
può essere morsa. La prevedibilità dipenderà dalla categoria
della persona a rischio: ad esempio un bambino di meno di 3 anni di età
o un non vedente avranno maggiori difficoltà a comprendere il linguaggio
del cane. Ci possono essere più persone a rischio all’interno dello
stesso gruppo famigliare. Il calcolo della pericolosità andrà fatto
per ciascuna di esse.
5. Il controllo e l’intensità del morso
Il Dr. Dehasse identifica diversi tipi di morso caratterizzati da un indice
di gravità che va da 1 a 7:
· il cane afferra con la bocca senza lasciare alcuna traccia;
· morso breve con i soli incisivi (ferita: livido, ematoma);
· morso controllato (ferita: ematoma);
· morso controllato e tenuto (ferita: perforazione dell’epidermide);
· morso forte (ferita: perforazione dell’epidermide e danno muscolare);
· morso forte e tenuto (ferita: lacerazioni muscolari);
· morso dovuto ad un comportamento di aggressione predatoria (ferita: smembramento).
6. Il tipo di morso
Un cane che effettua un morso multiplo è più pericoloso di un
cane che realizza un morso singolo, si allontana e resta a distanza. Allo stesso
modo, un cane che “tiene il morso” non lasciando la presa provoca
delle lesioni più importanti ed è quindi più pericoloso di
quello che dà un morso breve e si allontana rapidamente.
I gradi considerati sono da 1 a 4:
· morso singolo;
· morso singolo tenuto;
· morsi multipli;
· morsi multipli e tenuti.
IL RISCHIO PER LE PERSONE
Non ci sono valori assoluti ma la pericolosità è sempre relativa
ad una persona particolare e a delle circostanze specifiche. Inoltre è
proporzionale al rapporto massa del cane (peso x 4) / peso della persona a rischio,
all’aspetto difensivo/ offensivo dell’aggressione, all’imprevedibilità
dell’aggressione, alla mancanza di controllo e intensità del morso
e alla ripetizione e tenuta del morso.
UNA FORMULA SEMPLICE
Seguendo i criteri di pericolosità esposti, l’indice di rischio
può essere calcolato utilizzando formula matematica:
4A+ B + C + D + E + F .
Tabella riepilogativa dei criteri di pericolosità |
| Criterio |
Indice |
Valore |
| A: peso e massa |
Peso del cane =
Peso della vittima =
Rapporto peso cane/peso vittima = |
|
| B: categorie a rischio |
1. = uomini adulti
2. = donne adulte, persone con handicap
minore, persone timorose
3. = bambini di età > 6 anni, persone
anziane, persone con handicap medio
4. = bambini tra i 3 e i 6 anni, persone
con un handicap serio
5. = bambini di meno di 3 anni di età,
persone con un handicap maggiore |
|
| C: tipo di aggressione (offensiva o difensiva) |
1. = aggressione difensiva: il cane
reagisce
quando la persona va verso di lui
2. = aggressione offensiva: il cane va verso
la persona per attaccarla |
|
| D: prevedibilità |
1. = aggressione prevedibile
2. = aggressione poco prevedibile
3. = aggressione imprevedibile |
|
| E: controllo del morso |
1. = messa in bocca
2. = morso breve con i soli incisivi
3. = morso controllato
4. = morso controllato e tenuto
5. = morso forte
6. = morso forte e tenuto
7. = morso dovuto ad un comp.
di aggressione predatoria |
|
| F: tipo di morso |
1. = morso semplice
2. = morso semplice e tenuto
3. = morso multiplo
4. = morso multiplo e tenuto |
|
| Formula |
4A+ B + C + D + E + F = |
|
Ad esempio:
Applicando la formula nel caso in cui un cane di 20 kg, dopo aver ringhiato, mordesse
un uomo di 80 kg per difendersi il risultato sarà: (4x20/80) +1+1+1+1+1=
6.
Nella stessa circostanza, se la vittima fosse un bambino di 4 anni, che pesa 20
kg e il morso ha provocato una lacerazione dell’epidermide la formula sarà:
(4x20/20) + 4 + 1 + 2 + 4 + 1 = 16.
Consigli per il proprietario
in funzione
dell’indice di pericolosità del cane |
| Indice |
Rischio |
Consiglio |
| < 10 |
Minore |
Informarsi seriamente sul rischio |
| 10 – 14 |
Medio |
Effettuare una visita presso il proprio Medico Veterinario,
prendere delle misure di prevenzione, di rieducazione |
| 14 – 15,5 |
Considerevole |
Trattamento e terapia presso un Medico Veterinario
Comportamentalista, mettere una museruola nei luoghi a rischio |
| > 15,5 |
Molto serio, Mortale |
Separare il cane dalla vittima, eutanasia |
Questa tabella che fornisce qualche consiglio per ciascun valore dell’indice
di pericolosità, permette di semplificare ulteriormente l’iter decisionale.
Tuttavia va tenuto presente che più si cerca di semplificare più
si aumenta il livello di imprecisione.
La valutazione della pericolosità deve quindi essere vista solo come un
primo passo che non sostituisce una visita presso un Medico Veterinario Comportamentalista.
CALCOLO DI PREVEDIBILITÀ DEL RISCHIO
Possiamo immaginare la stessa situazione di aggressione su un’altra vittima
potenziale. La medesima aggressione avrà effetti diversi su un uomo adulto
e su un bambino: l’applicazione della formula con i nuovi dati permetterà
di realizzare un calcolo relativo alla prevedibilità del rischio.
CONCLUSIONI
La formula proposta dal D r. Dehasse permette al Medico Veterinario di base
di effettuare una prima valutazione del rischio. In seguito, a seconda del risultato
ottenuto, sarà possibile elargire alcuni semplici consigli o proporre al
proprietario una visita presso un Medico Veterinario Compor-tamentalista in modo
da affrontare e curare il sintomo.
Parole chiave
Aggressività, pericolosità, fattori di rischio.
Bibliografia
1. J. Dehasse, Le chien agressif, Publibook.com, Paris 2002.
2. J. Dehasse, L’enfant et l’animal, Zoopsy, Bordeaux 2003.
3. Moles, Les sciences de l’imprécis, Seuil, 1995.
ALESSANDRA GHERARDI
Medico Veterinario, Ravenna
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